Ritorno al Piceno: Grottammare e Cupra Marittima

Esattamente un anno fa stavo scrivendo del mio primo blogtour nel Piceno. In un anno sono cambiate tante cose e, se prima potevo partire in qualsiasi momento senza preavviso, ora che ho un lavoro devo fare i conti con il piano ferie. Il fatto è, però, che appena mi è stata proposta la possibilità di partire nuovamente per scoprire nuovi borghi di questa terra di cui sono innamorata, non ci ho pensato due volte a cercare di incastrare tutto per poter partire. Perchè è vero che in un anno sono cambiate tante cose, ma la mia voglia di viaggiare è rimasta sempre la stessa.

E così, insieme a vecchie e nuove compagne di avventura, mi sono lasciata guidare alla scoperta di Grottammare e Cupra Marittima. Quest’ultima prende il nome dalla Dea Cupra, divinità adorata dai Piceni, popolo guerriero giunto ad Ascoli dalla Sabinia, seguendo un picchio. Cupra nacque come città-santuario, ma con l’arrivo dei romani divenne un polo strategico per il commercio (e vi capisco se siete sorpresi del fatto che io sia stata attenta durante questa breve lezione di storia, perchè lo sono anche io).

 

Cosa vedere a Cupra?

 

Nel borgo antico di Cupra Marittima, Marano, si può visitare il Presepio Poliscenico permanente Paolo Fontana. Si trova all’interno della piccolissima chiesetta della SS Annunziata ed è sorprendente: 19 diorami mostrano scene tratte dalla Bibbia, con un’incredibile cura per i dettagli e per il senso di tridimensionalità.

E se può sorprendere che un borgo tanto piccolo possa contenere un’opera tanto insolita quanto minuziosa, sarà ancora più sorprendente scoprire che a Cupra è presente un’altra mostra allestita con una minuzia incredibile: il Museo Malacologico. Per chi, come me, non sa nemmeno cosa cosa contenga una mostra malacologica, lo spiego subito: conchiglie. Conchiglie in ogni dove, di ogni forma, di ogni colore. Un milione di conchiglie di diversa provenzienza, esposte insieme ad altri reperti provenienti dal mare e, addirittura, uno scheletro di dinosauro! Capirete che per una come me, che da bambina passava le giornate sul bagnasciuga a cercare conchiglie di forme particolari da portare a casa come trofei, un posto come questo non può che essere una sorta di paradiso da guardare con gli occhi a cuoricino.

 

Mangiare a Cupra: ecco qualche idea.

Ormai lo sapete: per mantenere alta la mia attenzione quando si parla di storia e musei, bisogna essere veramente bravi e mostrarmi cose molto interessanti, come è successo con il Presepe ed il Museo Malacologico. Un po’ più facile è, invece, catturare la mia attenzione a tavola. E anche quest’anno il Piceno c’è riuscito alla grande.

Iniziamo dal pranzo: nel borgo di Marano, con una vista mozzafiato sul mare e a due passi dalla chiesetta della SS Annunziata, c’è il Ristorante Castello. Le donne normali si conquistano con i gioielli, a me basta un pranzo a base di pesce. Tra salmone marinato, cozze, lumachine di mare e atre mille portate, con il rumore delle onde in lontananza, ho trovato la pace.

 

 

Ed il pesce la fa da protagonista anche all’Hotel Europa dove andiamo per cena. Iniziamo con il pesce crudo, il mio grande amore di sempre. Ma non il pesce crudo che ormai siamo abitutati a mangiare al sushi, sia chiaro. Qui si parla di crudo vero, quello che quando lo mangi senti il sapore del mare, che quasi ti dispiace condirlo perchè è favoloso già così com’è. Si procede con parmigiana di pesce, filetto di spada, trippa di rana pescatrice e gnocchetti con le vongole. What else?

 

 

Ma non è finita: l’apoteosi, secondo me, la raggiungiamo allo Chalet Alta Marea. Il pranzo del secondo giorno ancora me lo sogno la notte. Immaginatevi mentre siete praticamente in spiaggia, con il mare a pochi metri, un calice di Passerina spumantizzata in mano ed un brodetto alla sambenedettese fumante davanti a voi. A farci sognare sono lo Chef Pietro Prichiò e la mamma Patrizia, che ci deliziano con una sfilza infinita di portate memorabili come i loro crudi, le olive ripiene di pesce, il brodetto di cui vi accennavo prima e, ultima ma non per importanza, la pasta con cazole e melecche (uova di merluzzo e code di gamberi sgusciate, per chi non le avesse mai sentite nominare…come me, insomma!).

Ma il nostro blogtour ha visto come protagonista anche un’altra città: Grottammare, che avevo già avuto il piacere di visitare durante le mie 100 ore nel Piceno. Amo tornare nei posti che mi hanno fatta stare bene, che sono legati a ricordi felici. L’anno scorso ero rimasta incantata dalla parte alta di Grottammare, un borgo meraviglioso da cui si vede il mare. Quest’anno, visitandolo nuovamente, ci siamo ritrovate nel bel mezzo della Notte Romantica, una manifestazione che coinvolge i borghi più belli d’Italia e che, a Grottammare, ha visto sfilare per le vie del paese una sfilza di persone vestite come i tarocchi.

 

Dove mangiare a Grottammare?

Come se la Notte Romantica non fosse già abbastanza magica, la ciliegina sulla torta è stata la cena al Ristorante Borgo Antico. A dirigere le danze, chef Lamberto Langiotti. Seduti sulla piazza, affaccio sul mare da una parte, tramonto di fronte, candele sul tavolo, tarocchi che sfilavano tutti intorno. Il tutto condito da piatti ricercati e la solita, immancabile, Passerina.

 

Per l’ultimo pranzo invece ci ha pensato l’Hotel Jerry: era domenica e quindi non potevano farci mancare un pranzo domenicale tipico del Piceno, tra olive all’ascolana, cremini fritti e lasagne. Appena arrivata all’Hotel, ho subito adocchiato la piscina. Nemmeno il tempo di posare lo zaino, che già mi ero tolta le scarpe e avevo messo i piedi a mollo…e con i piedi scalzi e bagnati sono andata a tavola, ovviamente!

Dove soggiornare?

Due sono state le strutture che ci hanno ospitate durante la nostra permanenza nel Piceno.

Io e Licia siamo state a Grottammare, al Camping Don Diego. Con la spiaggia a pochi metri, giusto al di là della strada, e in mezzo al verde, ci siamo godute un po’ di pace. L’accoglienza è stata davvero calorosa e al Camping non manca nulla: ci sono i giochi per i bambini, biciclette da poter noleggiare, un bar interno alla struttura e tante altre cose perfette per rendere il soggiorno super-confortevole.

Non potevamo però non andare a trovare le nostre amiche che soggiornavano a Cupra Marittima al Residence “I Delfini”. Un altro tipo di struttura, perfetto per chi cerca un appartamento spazioso dotato di ogni comfort. La piscina sul tetto, da cui si vede il mare, ci ha letteralmente conquistate!

 

…ma cosa fare a Grottammare e Cupra?

Fino ad ora vi ho parlato di cosa potete visitare, mi sono dilungata su dove mangiare e vi ho suggerito due posti fantastici in cui soggiornare. Bene, direte voi, ma nel resto del tempo che si fa? La prima risposta, ovviamente, è: MARE, MARE, MARE (e ve lo sto scrivendo da una Torino piovosa, con estrema nostalgia). Il mare è meraviglioso e, su tutta la costa, si susseguono un sacco di stabilimenti balneari perfetti per ogni esigenza, soprattutto per chi venire incontro alle esigenze delle famiglie. Ma se c’è una cosa che mi ha piacevolmente sorpresa, è stato scoprire che ci sono numerose spiagge attrezzate per accogliere i nostri amici pelosi…ne sarà felice il mio Cico, se mai decidessi un giorno di portarlo con me!

E se non volete passare tutta la giornata in spiaggia, ci sono altre mille cose da fare, come un bel giro in barca, una corsetta sul lungomare, o una biciclettata. Sì, insomma, la bici solo se non vi chiamate Adele Gilardo. In tal caso le due ruote sono da evitare (per la vostra salute e quella degli altri), ma nessun problema: potete affittare un bel risciò, far pedalare qualcuno al posto vostro e godervi la corsa respirando l’aria di mare! 😀

 

Grazie di cuore a Picenum TourACOT – Associazione Cuprense Operatori Turistici (Assotur Cupra), AOT – Grottammare, alle strutture che ci hanno ospitate, a chi ha sopportato di far raffreddare il cibo pur di farci scattare qualche foto e alle mie compagne di viaggio. Grazie ancora per questi giorni meravigliosi!

 

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