Terre di Po e dei Gonzaga

Forse viaggiare è una delle cose che mi piacciono di più nella vita, insieme al mangiare. Passerei la vita trascinandomi dietro una valigia e se, grazie al viaggio, posso scoprire nuove realtà enogastronomiche, allora divento automaticamente la persona più felice del mondo.

Due giorni di felicità li ho avuti visitando le Terre di Po e dei Gonzaga, 8 comuni della Bassa Reggiana ricchi di storia, tradizioni culinarie e bellissimi paesaggi. Due giorni immersa a capofitto alla scoperta di questa zona, accolta dal calore di chi questa terra la ama e la vive.

Brescello

La prima tappa è stata Brescello, cittadina nota per le avventure di Don Camillo e Peppone, che proprio lì si sono svolte. Ogni giorno tantissimi turisti si riversano per le vie di Brescello, per visitare la Chiesa, il Municipio e il Museo dedicato a Guareschi e ai due personaggi nati dalla sua penna.

I film di Don Camillo e Peppone sono famosissimi all’estero (specialmente tra tedeschi e austriaci) e la cosa buffa è che la prima volta in cui li ho visti è stata proprio mentre ero in Austria, ospite di una mia cara amica!

 

Poviglio

Poco distante da Brescello si trova Poviglio, una cittadina di poco più di settemila anime che, però, vanta un patrimonio storico. Abbiamo infatti visitato il Museo della Terramara Santa Rosa: un’esposizione di reperti rinvenuti nella zona e riconducibili all’età del Bronzo. Le Terramare erano degli insediamenti sorti nella bassa pianura padana, il loro nome deriva da “Terra Marna”, cioè “terra grassa”, e la loro principale funzione era legata ad attività commerciali.

A pochi minuti d’auto dal museo si trova un altro fiore all’occhiello della cittadina di Poviglio: Villa Pallavicino. Senza dubbio si parla di un’altra epoca: se prima, con il museo, si faceva riferimento al 1500 a.c., con questa villa ci spostiamo a fine ‘800. Si tratta di un’imponente abitazione, strutturata su 3 piani, i cui interni sono splendidamente affrescati e al cui esterno si estende un immenso giardino. La villa, che ora è disponibile come location per eventi, catering e matrimoni, è gestita da una donna fantastica, che ci ha accompagnati in un tour tra le varie stanze, trasmettendoci tutto l’amore e la cura che dedica nel mandare avanti questo patrimonio che appartiene da più di un secolo alla sua famiglia.

 

 

Guastalla

Un’altra splendida cittadina della Bassa Reggiana è Guastalla, che ogni anno ospita la manifestazione “Piante e Animali Perduti”. Si tratta di un’enorme fiera, estesa per tutte le vie del paese, in cui vengono esposte piante di ogni genere (io, ovviamente, mi sono persa tra le piante aromatiche più strane, come il timo al limone o la salvia all’ananas) e tantissimi tipi di animali diversi (specialmente quelli da fattoria). Qui, mangiando all’Osteria del Principe, ho avuto il piacere di assaggiare dei deliziosi tortelli alla zucca (non so se lo sapete, ma ho una specie di dipendenza da zucca…) e per la prima volta in vita mia ho provato le rane e l’anguilla (devo dire, deliziose entrambe!).

Tappa immancabile se si passa da Guastalla è il Palazzo Ducale, costruito su commissione di Cesare I Gonzaga, che ospita un museo della città.

 

 

Ma Guastalla non è solo questo: lungo il letto del Po si trova l’Ostello Locanda dei Pontieri, che ci ha ospitate per la notte, accogliendoci in una camera nuova e spaziosa immersa nel verde.

 

Gualtieri

La penultima tappa della prima giornata è stata Gualtieri: qui abbiamo visitato la Cantina Sociale, che conta 230 soci. Vanto della Cantina sono il Lambrusco (vino rosso frizzante tipico della zona) e la lavorazione dell’uva Fogarina (e qui inizia a suonarmi in testa “Oh quant’è bella l’uva fogarinaaaa, oh quant’è bello saperla vendemmiaaaar…”, e ok, la smetto). E voi sapete che dove c’è vino, c’è automaticamente un’Adele felice, quindi non mi dilungo oltre, pensate solo a me con un bicchiere in mano e un sorriso a 32 denti.

Ma, anche se il vino è un ottimo motivo per amare Gualtieri, questa cittadina  ci ha volute stupire ancora: il centro, visto di sera, con la sua piazza illuminata, è qualcosa di spettacolare. E proprio in quel centro si trova la mostra dedicata alle opere di Ligabue (non il cantante eh, sto parlando di Antonio, il pittore). La nostra guida ha saputo trasportarci nella vita travagliata dell’artista e non vi nego di essere uscita dal museo con le lacrime agli occhi, pensando alle sue mille vicissitudini e a tutti i problemi che ha incontrato durante la sua esistenza.

 

 

Novellara

Novellara è stata l’ultima tappa della prima, pienissima, giornata. E devo dire che è stata decisamente una degna conclusione. A Novellara abbiamo visitato l’Acetaia Comunale, all’interno della Rocca dei Gonzaga. Qui, tra le botti in cui viene conservato l’aceto balsamico, siamo state accolte come in un salotto di casa. Il profumo era inebriante ed è stato interessante lasciarsi trasportare tra i racconti delle varie curiosità legate ad una così piccola, ma eccellente, produzione di aceto. Non si parla di produzioni industriali, né di vendita su larga scala: qui l’aceto viene prodotto in piccolissime quantità dai membri della Confraternita dell’Aceto Balsamico, che amano questo prodotto e ne conoscono tutti i segreti. Ovviamente, l’aceto balsamico andava assaggiato: tra affettati, scaglie di Parmigiano, vellutata di zucca e altre bontà salate, abbiamo sperimentato diversi accostamenti. Ma vi dirò che la cosa più sorprendente è stato provarlo con i lamponi e sul gelato: un’esplosione di sapori, un abbinamento insolito che ci ha lasciati senza parole!

 

A concludere la serata, una visita notturna al Museo Gonzaga, tra ritratti, manufatti e intrighi di corte. Sia l’acetaia, che il museo si trovano all’interno della Rocca, antica residenza cinquecentesca della famiglia Gonzaga.

Sempre nei pressi di Novellara si trova quella che è stata la penultima tappa del tour: la Bottega del Buongusto di Manuel Novelli. Qui, nella sua azienda agricola gestita insieme al fratello, vengono allevate le vacche rosse, da cui si produce un Parmigiano Reggiano pregiatissimo, “il Re dei Formaggi”, dal sapore più intenso. Dal Parmigiano Reggiano di Vacche Rosse vengono ricavate delle deliziose creme (alcune delle quali vengono aromatizzate al tartufo) perfette da utilizzare come condimento.

 

Boretto

Dopo una colazione nel bosco, in riva al Po a Guastalla, la prima tappa del secondo giorno è Boretto, un paese la cui storia è legata indissolubilmente al fiume Po. Qui abbiamo visitato il Museo del Po 432, una sorta di cantiere pieno di attrezzature e modellini che riportano indietro a qualche decennio fa, quando si lavorava attivamente per bonificare, drenare e governare le acque.

 

 

Sempre a Boretto si trova l’Azienda Agricola Alberici, un’azienda a conduzione famigliare dove vengono prodotti eccellenti vini (in particolare, ovviamente, il Lambrusco). La famosa ospitalità emiliana si è fatta sentire nel momento in cui siamo state fatte accomodare alla tavola dei padroni di casa e abbiamo sentito raccontare la loro storia, tra un bicchiere di vino ed una fetta di salame, come in una rimpatriata tra vecchi amici.

 

Reggiolo

Reggiolo è stata forse la mia tappa preferita. Perché? Beh perché con il cibo si fa sempre colpo su di me, ormai lo sapete… Qui si è svolta la Festa della Zucca (cosa dicevo, prima, a proposito della mia dipendenza da zucca…?) e, a tavola, siamo state deliziate da mille pietanze diverse accompagnate da Lambrusco e racconti della storia di Reggiolo. Tra tortelli, risotto, formaggi, polenta, carne e altre cose buone, abbiamo scoperto che questa città è tra quelle che più hanno risentito del terremoto del 2012. Ma il terremoto, nella sua tragicità, è stato “un’opportunità”, come ha annunciato il sindaco, sorridendo. “Ora ricostruiamo, ma non ricostruiamo come prima: ricostruiamo meglio!”. Una sferzata di ottimismo, la capacità di non arrendersi, che se anche crolla un campanile, non vuol dire che debbano crollare anche le persone. Forse non è solo per la zucca che mi sono lasciata affascinare da Reggiolo, ma soprattutto da questo modo di fare che io personalmente adoro. E quindi, a pancia piena e con il sorriso, abbiamo concluso la nostra visita con un giro tra le bancarelle, ammirando le signore del luogo che tiravano la sfoglia e preparavano dolcetti.

 

 

 

Luzzara

Luzzara è la tappa conclusiva del nostro tour: qui sorge il bellissimo Teatro Comunale, costruito sulle rovine dell’antico teatro eretto nel quindicesimo secolo sotto il governo dei Gonzaga.

Questa cittadina, inoltre, è famosa perché vi è nato Cesare Zavattini, sceneggiatore, giornalista, pittore e scrittore, tra i più importanti esponenti del neorealismo che, inoltre, convinse Paul Strand (fotografo statunitense) a trascorrere un periodo a Luzzara per fotografarne gli abitanti.

Foto di Paul Strand a Luzzara

 

 

Otto comuni, due giorni pieni, tante storie ascoltate, tante nuove persone conosciute. Persone genuine, semplici, che amano il loro territorio e la loro tradizione. Quel modo di fare sempre ospitale, quel dialetto così simile al mio amato piemontese. Aziende piccole e grosse, che producono prodotti d’eccellenza con tutto la passione possibile. Storie di ricostruzione, ottimismo, voglia di migliorare. Un piccolo pezzo di Pianura Padana, sulle rive del Po. Un pezzo di Pianura che a me era quasi sconosciuto, ma che ha saputo far innamorare.

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